Ciclo di conferenze all'interno del Seminario permanente "Mario Untersteiner"
11 novembre
Aula 016 - Palazzo Verdi, piazza Venezia 41, Trento
ore 18.00
Barbara Bouley (Compagnia “Un Excursus”, Parigi)
"E adesso comincia la quarte parte della trilogia"
12 novembre
Aula Magna - Facoltà di Scienze Cognitive, Rovereto
ore 14.30-19.30
Eschilo-Pasolini-Gassman. L’Orestiade di Siracusa 50 anni dopo.
Partecipano Massimo Fusillo, Margherita Rubino, Fernando Balestra, Laura Piazza (con la proiezione di rari documenti filmati)
In collaborazione con:
Responsabile Scientifico: prof. Giorgio Ieranò
Luogo: Teatro Cuminetti, via S. Croce, 67 - Trento
11 novembre 2010
ore 15.30
In occasione dell’avvio delle attività accademiche della Facoltà di Lettere e Filosofia, il professor Andrea Graziosi (Università Federico II, Napoli) terrà una lezione pubblica dal titolo:
"Crisi e collasso dell’Urss, 1985-1991".
Andrea Graziosi, già Part Time Professor of Eastern European History all'Istituto Universitario Europeo, è attualmente Professore ordinario di Storia contemporanea, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Napoli “Federico II”, dove ha anche ricoperto il ruolo di Presidente del Corso di Studi in Scienze Politiche dell’Amministrazione.
Si occupa di Storia economica e di Storia contemporanea europea comparata, di Storia dell’Europa orientale, di Storia ucraina, russa e sovietica.
È stato ripetutamente Visiting Professor in Unione Sovietica, Francia e Stati Uniti: in particolare, Directeur d’Etudes associé presso l' Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales; Visiting Professor of Soviet History, Harvard University; Visiting Professor of History, Yale University; Visiting Scholar, Osteuropa Institut, Freie Universität Berlin; Visiting Professor, Università di Stato di Mosca; Fellow, Harvard Ukrainian Research Institute; Visiting Fellow, Yale University; Fellow, Davis Center of Russian and Eurasian Studies, Harvard University.
È Presidente della Società italiana per lo studio della storia contemporanea, e membro della American Historical Association, della American Association for the Advancement of Slavic Studies, del Comitato internazionale di consulenza dell’Istituto di amministrazione dello Stato e di Ricerche Sociali dell'Università di Stato di Mosca; Associé del Centre d' Etudes du monde russe, Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales.
Co-editor della serie Dokumenty sovetskoj istorii [Documenti di storia sovietica], Rosspen, Mosca, vi ha pubblicato diversi volumi.
Tra i suoi numerosi studi monografici:
Del 2010 è Un’Università per tutti, Bologna, Il Mulino: un intervento lucido e documentato sulla crisi dell’università italiana.
Sarà possibile seguire l'Evento on-line tramite diretta video.
Simposio Internazionale 11 - 12 novembre Luogo: - 11 novembre - Biblioteca Comunale, via Roma, 55 Trento - Sala degli affreschi
- 12 novembre - Facoltà di Lettere e Filosofia, piazza Venezia 41 Trento - Palazzo Verdi Goethe in due versi celebri aveva confessato di aver ereditato dalla madre «il buon umore» e «die Lust zu fabulieren». Il «piacere di narrare» è esistito fin da quando il primo uomo è uscito dalla caverna. Le prime narrazioni sono nate dalla decifrazione delle tracce da parte di alcuni cacciatori, i quali, una volta ritornati nel clan, si sono messi a raccontare attorno a un fuoco le loro peripezie venatorie. Il principio epico, il plot, la story, è un aspetto irrinunciabile del romanzo, la sua eterna infanzia. Il romanzo moderno, tuttavia, è nato adulto. Fin dalle sue origini, con Rabelais, Cervantes, Fielding, non si è limitato a raccontare una storia divertente o edificante, ma si è proposto di inventare una forma che, attraverso dei personaggi, esplorasse tutta l’inspiegabile e bizzarra natura umana. La spinta del romanziere è sempre stata conoscitiva: scoprire qualche aspetto nascosto dell’uomo. Per farlo si è imposto di scoprire ogni volta una forma. Per questo non è mai esistita una forma romanzesca canonica, ma soltanto la libertà, sempre sorprendente, del romanziere. Per questo, nel romanzo, il principio architettonico, con tutte le sue digressioni, meditazioni saggistiche, interventi d’autore, sfasamenti spaziali e temporali, innesti di forme extra-letterarie o documenti, è ancora più importante del principio epico. In tempi recenti, in Italia e nel mondo, si è diffuso un romanzo che fa della trama quasi il suo unico scopo. Ciò che conta e garantisce la sua tenuta e il suo successo sembra essere esclusivamente il grado di automatica identificazione che lo scrittore ottiene attraverso la semplice messa a punto dei fatti. La ricchezza e la polifonia degli stili e dei registri sono venute meno, sostituite da un flusso di eventi teso alla risoluzione finale: la story come un treno ad alta velocità corre veloce verso il suo scioglimento, senza possibilità di fermate intermedie o di deviazioni, senza che nessun lettore possa scendere a sgranchirsi le gambe o a fumare una sigaretta. Azzerare il principio architettonico, eliminare le possibilità formali, significa, inevitabilmente, ridurre le possibilità del romanzo di conoscere il mondo. Il risultato finale, nella migliore delle ipotesi, è un’opera fintamente realistica, capace al massimo di rendere conto solo degli aspetti più illustrativi e immediati della vita. Possiamo attribuire questa evoluzione, che in realtà è una regressione, alla sola industria culturale? O ci sono altre spiegazioni: la reazione al modernismo? Il crescente successo della narrativa di genere? Lo spirito dei tempi? Il Simposio Internazionale trentino, a cui parteciperanno scrittori e critici letterari e che sarà animato dai dottorandi della Scuola di dottorato in Studi Letterari, Linguistici e Filologici, cercherà di rispondere a questi e ad altri interrogativi. Contatti:
Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Filologici
tel. 0461 281753
Segreteria.sllf@lett.unitn.it
Comitato scientifico:
- prof. Massimo Rizzante
- prof. Fulvio Ferrari
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