Studenti del Liceo Prati, coadiuvati dal prof. Andrea Brocchieri (Liceo Prati) e dalla prof.ssa Debora Francione (Liceo Rosmini di Rovereto), hanno realizzato un filmato delle interviste che hanno svolto per le strade di Trento, sulla falsariga del documentario del 1963 di Pierpaolo Pasolini.
Hanno partecipato: Camilla Annarita De Pompeis, Lia Sartori, Giovanni Biscaglia, Giovanni Facchinelli, Massimo Espa, Niccolò Simonetti, Petra Mezzetti, Vittoria Reyes, Alice Dalla Costa.
“Nel 1963, tra marzo e novembre, Pasolini filmò le interviste e le riprese del documentario Comizi d’amore, titolo definitivo di uno straordinario esempio di cinema d’inchiesta per uno spaccato sul pensiero e i pregiudizi degli italiani in tema di sessualità. Il lavoro portò il regista in diversi ambienti e situazioni sociali e lungo tutto lo stivale, per un sondaggio “antropologico” che soprattutto nel Sud Italia trovò sacche resistenti di arcaica autenticità popolare.
Qui di seguito la scheda pubblicata da Pagine corsare.Comizi d’amore (1963) di Pier Paolo Pasolini. Un eccezionale documento di cinema-inchiesta e di cinema-verità.
[…] Un turbinio, un caos, una babilonia di opinioni diverse. Le più ridicole, inconcepibili e contraddittorie. E ingenue, infantili, scandalizzate, apparentemente sensate, in realtà prive di ogni senso logico. La gente risponde. È chiaro che l’intelaiatura dell’inchiesta dovrà essere nettissima, quasi matematica: ma la realizzazione dovrà necessariamente essere la più inaspettata, la più imprevista, la più caotica possibile; secondo il grafico della gente sui problemi che essa pone.
[…] E tutto questo potrebbe avere una soluzione finale – sempre al livello «sentimentale e poetico» ma in coincidenza con lo spirito scientifico del film – ponendo come problema conclusivo il matrimonio e la procreazione.[…] Ecco, andare per le chiese e i municipi; scegliere una coppia, giovane, sana, umile e seguirla, nella sua antica festa sempre uguale… Penserei a un matrimonio popolare, in cui il senso «della vita sana che per quanto fittiziamente e poeticamente trionfa sulla vita tragica», ha più forza di convinzione: un bel giovane, una bella ragazza che vanno a sposarsi, lei vestita sommariamente di bianco, lui vestito sommariamente di nero, verso la chiesa povera del quartiere… coi gruppi dei parenti…
[…] se qualcuno glielo chiede, potrebbero darsi un bacio. E proprio così il film potrebbe concludersi: con questo rapido, casto bacio, il bacio finale dei buoni vecchi film.
(Appendice a Comizi d’amore (1963), in Per il cinema, a cura di W.Siti e F.Zabagli, I Meridiani, Mondadori, Milano 2001, pp. 477-484)”
Questo evento faceva parte della rassegna Pasolini 50 anni dopo.

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